L’esperienza della terza residenza ha avuto un impatto significativo su di me, sia sul piano personale sia su quello artistico. Da un lato, ha riattivato in me una creatività che negli ultimi mesi era rimasta bloccata: lavorare nel laboratorio di mosaico, avere uno spazio dedicato e condividerlo con il gruppo mi ha restituito un senso di libertà, gioco e continuità che mi era mancato. Questo ha portato nuova energia nel mio processo e una maggiore fiducia nel lasciarmi guidare dalla materia e dalla sperimentazione. Allo stesso tempo, alcune conferenze hanno aperto riflessioni più complesse. I temi affrontati — soprattutto il rapporto tra esseri umani, natura e responsabilità — hanno fatto emergere molto interesse accostato alla sensazione che certi discorsi restassero troppo spesso in superficie. Questo limite, dunque, ha generato in me un bisogno ancora più forte di approfondire e portare queste domande dentro la mia ricerca, anche in una prospettiva politica ed etica.
Nel complesso, la trasformazione più importante è stata rendermi conto di quanto il mio lavoro cresca quando torno a un approccio giocoso e di scoperta, senza sovraccaricare l’atto creativo di aspettative.
La residenza non mi ha dato risposte definitive, ma ha rimesso in movimento pensieri, energie e possibilità e questo è quello che considero il suo valore più grande.
25 ottobre 2025