Siamo partiti pieni di entusiasmo, voglia di collaborare e lavorare insieme, in vista della residenza di due settimane. Il tragitto dall’hotel a Le Mulins era di circa 20 minuti, durante i quali era normale ammirare il paesaggio dalla campagna, e immergersi direttamente nella natura. Ricordo un forte odore della piantagione di mais che mi ha subito riportata alla mia città natale in Brasile.
Arrivati nella sede della residenza, siamo stati guidati negli spazi di Les Mulins da Lucy. La sede si trovava anch’essa immersa nella natura, con delle opere che ci hanno dato il benvenuto. Tra le varie strutture sparse, abbiamo trovato anche degli spazi dedicati alla Galleria Continua. L’idea di “un villaggio per artisti” - con zona bar per il periodo estivo, ateliers, sala di riposo, magazzino - è una delle cose che mi hanno decisamente colpita di più sapendo che, da lì in poi, questo spazio sarebbe stato messo a nostra disposizione.
In seguito, in presenza di Lucy e Jorge Orta e dei loro assistenti/tirocinanti, abbiamo partecipato a un buffet di benvenuto allestito all’esterno, nei pressi della casa degli artisti. È stato un momento molto bello, dove ho potuto condividere riflessioni, disagi e pensieri con Jorge, sul continente di provenienza che abbiamo in comune. Verso le 20:00 ci siamo avviati verso la cena. Anche in questo spazio si respirava un’atmosfera di creatività: opere esposte all’ingresso, sulle scale e alle pareti. Anche i piatti comunicavano un messaggio con simboli e colori. A fianco del coltello c’era persino una matita, e i centrotavola contenevano dei semi, con un’etichetta la cui dicitura invitava a piantarli per creare nuove vite.
Al ritorno, risate, musica e chiacchiere assieme alle mie compagne, tutte speranzose per il secondo giorno di residenza. Il tutto è stato accompagnato dal paesaggio di campagna che, con il tramonto, ha assunto un significato di beatitudine e felicità per questa opportunità di residenza.