L’esperienza della residenza a Ravenna ha avuto un impatto significativo sul mio percorso personale e artistico.
L’osservazione diretta di opere musive mature e il lavoro all’interno del laboratorio di mosaico dell’Accademia mi hanno confermato quanto, per un’artista, la pratica sia uno spazio di conoscenza insostituibile.
Durante la residenza ho realizzato il mio primo mosaico, combinando cereali con materiali musivi tradizionali. Questo lavoro mi ha portata a riflettere concretamente sull’importanza dei materiali sostenibili, non come semplice scelta etica, ma come parte attiva del linguaggio artistico.
Lavorare con la materia organica ha introdotto nel mio processo temi come il tempo, la fragilità e la trasformazione, affinando il mio modo di osservare e intervenire sulla materia.
Nello stesso tempo, il contributo teorico di Alessandra Viola, in particolare il suo intervento sull’intelligenza delle piante, è stato estremamente stimolante. L’idea che le piante possiedano forme di percezione, comunicazione e intelligenza diffuse, non centralizzate, ha risuonato profondamente con la mia pratica, rafforzando una visione del rapporto tra corpo, natura e materia come sistema interconnesso e sensibile.
Questa residenza ha generato in me stimoli prevalentemente positivi e una crescita concreta: mi ha incoraggiata a integrare in modo più consapevole la dimensione materiale e sostenibile nella mia ricerca futura, riconfermando il fare artistico come una forma di pensiero e di trasformazione.
25 ottobre 2025