Questa esperienza, con le sue criticità e complessità, mi ha spinta a interrogarmi profondamente sul ruolo dell’artista nella società contemporanea e sul posizionamento, anche politico, che le scelte degli operatori culturali inevitabilmente comportano.
Mi sono resa conto di quanto ogni decisione, anche apparentemente neutra, porti con sé una presa di posizione rispetto alle dinamiche sociali, economiche e culturali del presente.
Questo mi ha portata a riflettere anche sulle mie scelte personali, sul modo in cui mi muovo all’interno del panorama culturale e su quanto io riesca ad agire con la giusta sensibilità nei confronti delle tematiche attuali.
È stato un processo di consapevolezza che, se da un lato ha generato dubbi e domande, dall’altro ha attivato un desiderio autentico di rinnovamento e responsabilità.
Credo che, solo attraverso questa riflessione critica e autocosciente, si possa dare valore reale all’azione artistica, trasformandola in uno strumento di crescita, non solo personale ma anche collettiva.
12 luglio 2025