12 luglio 2025

Questa esperienza ha avuto un impatto profondo sulla mia persona, sia a livello umano che professionale.
Ho imparato quanto sia complesso lavorare in un contesto internazionale dove la collaborazione richiede non solo competenze tecniche, ma una reale capacità di ascolto, empatia e rispetto. Ho vissuto momenti di entusiasmo e ispirazione, ma anche un forte bisogno di spazio personale e di silenzio, spesso difficile da preservare in un gruppo che, pur parlando di libertà, fatica a praticare una vera inclusione.
Lavorare come assistente di Paul e osservare videomaker, fotografo e artisti professionisti mi ha dato fiducia nelle mie capacità e nel desiderio di crescere.
Ho capito che la professionalità non nasce solo dalla tecnica, ma dal modo in cui si custodisce l’energia propria e quella altrui. Alcuni episodi di mancanza di rispetto, di leggerezza nei confini e di superficialità nelle relazioni mi hanno fatto riflettere sul significato di “comunità artistica”. Credo che la convivenza non debba mai diventare un sacrificio dell’intimità, ma un incontro tra differenze consapevoli.
Questa residenza mi ha trasformata: ho imparato che la fragilità può essere una forma di forza, che la libertà non è fare tutto, ma poter scegliere con lucidità quando restare, quando tacere, quando ritirarsi per respirare. Porterò con me non solo ciò che ho imparato tecnicamente, ma anche una nuova coscienza del limite, del rispetto e del tempo necessario per pensare.