Anis Sandoval Arango
Ho recentemente abbandonato le logiche lineari in favore dell’esplorazione applicata come metodo. Come esploratrice dell’arte e dei suoi linguaggi abbraccio le domande, i processi, l’ascolto e le pause.
Gli strumenti che caratterizzano questa fase di ricerca sono la registrazione audio, il disegno e la pittura, proiettati nell’installazione e nell’interazione con lo spazio e l’altro. Mi appassionano il blu, i muschi e la condivisione dell’esperienza emotiva umana.
Queerness, anticolonialismo e intersezionalità sono alcuni dei temi che mi accendono e permeano la mia quotidianità.
Sono una donna queer italocolombiana, studentessa dell’ Accademia di Belle Arti di Bologna.
- Moleskine
- comunità
- connessione
- contaminazione
- dialogo
- ecosistema
- respirare
- ricarica
Questa esperienza ha attivato molti processi creativi e conversazioni che hanno effetto concreto e diretto sulla mia quotidianità oggi.
Mi ha permesso di fare un passo in più nella mia espressione artistica. Nonostante questo lato sia molto importante per me, credo che gli effetti più rilevanti io li percepisca nell'ambito dei rapporti umani che si sono creati, nelle loro dinamiche e nei loro scambi, sia per quanto riguarda la creatività e le idee legate al progetto e all'arte, sia per la sfera personale e affettiva.
L'impatto che ha questa nuova formata comunità su di me oggi credo crei le basi di come vorrei impostare altre situazioni comunitarie in futuro.
Il 30 Giugno è il giorno in cui siamo arrivati in Francia.
La maggior parte della giornata è stata rubata dalle tempistiche e necessità del viaggio.
Abbiamo avuto il nostro primo appoccio con Les Moulins, i suoi spazi e le persone.
È stato un giorno sicuramente stancante, ma comunque estremamente carico di un’energia generativa iniziale.
Questo è il vero ed effettivo primo giorno dedicato alla residenza.
È un giorno molto impegnativo, soprattutto per la tematica cardine del giorno legata al conflitto e all'immigrazione clandestina.
L'intervento di Sebastien Thiery è molto forte e coinvolgente, ne usciamo tutt3 pensieros3 e stanch3. Questo primo incontro con un ospite lascia un segno profondo.
Quel giorno sulla mia Moleskine scrivo "Les Moulins sono blu. Quando camminiamo ad occhi chiusi ci sudano le mani. La piscina è un brodo caldo. La sera è fresca e leggera". Il lavoro con Thierry Boutonnier si concentra, soprattutto in questa giornata, sulle sensazioni fisiche che ci aiutano a orientarci nello spazio e a connetterci con gli alberi e le piante.
Il lavoro con Boutonnier continua e si evolve, facendo un passo in più per quanto riguarda l'esplorazione dell'ambiente circostante.
Questa fase del progetto non ci è solo utile per la ricerca, ma anche per entrare in confidenza con gli spazi della residenza.
Sulla mia Moleskine, in questa giornata. ho disegnato alcune delle piante che avevo raccolto con il mio gruppo.
Purtroppo quel giorno arrivo anche ad un punto emotivo un po' complesso e verso la fine della giornata mi chiudo in me, nelle pagine della mia Moleskine c'è la restituzione grafica di quello che sentivo di esternare.
Venerdì 4 è stato dedicato alla Galleria Continua. Abbiamo visitato gli spazi e ci è stata fatta una visita guidata. Più tardi abbiamo mangiato tutt3 insieme nel bellissimo prato che fa parte di quegli spazi ed è stata un’ottima occasione per parlare in modo più colloquiale con Jorge e Lucy, passaggio che penso fosse importante per creare una bella atmosfera di lavoro.
Questo è stato il giorno della visita a Parigi, utile per quanto riguarda prendere una pausa dalla residenza, permetterci di continuare a legare e conoscerci come gruppo, permetterci anche del tempo per noi stessi.
Io mi sono dedicata soprattutto a girare per la città, scoprire delle cose e trovare un po' di serenità.
Ho visto la mostra di Wolfgang Tillmans insieme ad altre persone del gruppo.
È stata una domenica con una energia da domenica.
Io e alcune persone rimaste a Meaux siamo andati a fare le lavatrici necessarie, passando una piacevolissima giornata al mercato di Meux.
Per me è stato estremamente affascinante, mi sono sentita di esplorare un mondo altro, anche molto lontano dalle aree che stavamo indagando durante la residenza a Les Moulins ma non per questo con meno spunti di riflessione. Credo che sia stata questa la sera in cui ci siamo riuniti spontaneamente, sentendo la forte esigenza di iniziare a fare qualcosa e a restituire quello che stavamo imbottigliando.
Avevamo molta speranza di poter portare qualcosa di diverso a questo progetto, avevamo deciso di provare a usare i tempi 'morti' e gli spazi a disposizione a Les Moulins per capire cosa veniva fuori dalle nostre ricerche personali e dalle nostre necessità.
Il 7 luglio ci è stato presentato il progetto per quanto riguardava la registrazione delle scene del film.
Sono iniziate le registrazioni e abbiamo iniziato a capire che la modalità sarebbe stata molto diversa da quella che avevamo avuto durante la prima settimana. Alcuni gruppi hanno iniziato a lavorare a idee di scene.
Io sono entrata a far parte del gruppo che avrebbe organizzato The Meal l'ultimo giorno.
È iniziata la ricerca per decidere cosa funzionava per noi (gruppo The Meal), per capire come proseguire e quale volevamo fosse l'impronta.
Ci siamo mess3 a lavoro sotto tutti i punti di vista.
Lucy ci aveva supportat3 il giorno prima spiegandoci il progetto, ma l'8 e il 9 luglio non era presente, quindi noi abbiamo continuato in maniera indipendente.
Ogni giorno abbiamo continuato a lavorare sul pasto, mentre contemporanemente lavoravamo anche come attor3 di alcune scene, anche piuttosto impegnative.
Non c'era molto tempo per confrontarsi su come ci stessimo sentendo in questa fase, ma nei pochi momenti in cui veniva fuori questo lato ci rendevamo conto che nessun3 si sentiva veramente coinvolt3 nell'aspetto creativo e ideativo del film, ma soprattutto molto spesso non ci trovavamo d'accordo con le modalità.
Quindi oltre alla stanchezza di quelle giornate così piene e così calde, si aggiunge una disillusione, accompagnata da frustrazione. Questo, almeno, è ciò che ho percepito io.
Come unica novità e differenza rispetto alla descrizione precedente, in questa giornata gli chef parlano con me e con il resto del gruppo per The Meal, facendoci notare che non abbiamo interagito con loro e non abbiamo creato collaborazione. Ovviamente un gravissimo errore considerato che stiamo organizzando una cena.
È stato molto importante per me capire che stavo trattando l'aspetto del cibo in sé e anche il ruolo di altre persone coinvolte con superficialità.
Da qui in poi abbiamo collaborato su tutto il resto dell'organizzazione del pasto.
In questa giornata finale abbiamo lavorato tantissimo per arrivare con tutto pronto e in tempo per The Meal.
È stato davvero un bel momento.
Abbiamo passato una bellissima serata di chiusura del nostro percorso a Les Moulins.
Gli incontri della prima settimana hanno stimolato diversi processi di pensiero, credo che ciascuno sia stato veramente rilevante non solo per il progetto ma anche per me a livello personale. Ho apprezzato moltissimo gli interventi di Thierry Boutonnier, più che altro nel modo in cui ci ha permesso di avvicinarci alle piante. La tematica delle piante intelligenti continua a riproporsi e credo che potrebbe essere un punto molto interessante da evolvere all' interno del progetto.
Anche l' interazione con Galleria Continua ha dato spazio ad alcuni temi interessanti; ha permesso di avere una finestra sul mondo della commercializzazione dell'arte e del suo mercato. Forse sarebbe stato interessante indagare di più con loro i temi del nostro progetto e approfondire le tematiche che noi dovremmo ricercare anche sotto il punto di vista del mercato e del sistema economico dell'arte.
A questo punto il percorso a Les Moulins era finito.
Mi sono data il permesso di dormire fino a tardi e, per cena, siamo andati in tanti a mangiare insieme fuori, come ultimo finale momento di condivisione prima di partire.
Sicuramente ha attivato degli stimoli interessanti ma non credo che abbia avuto un impatto particolarmente forte nella mia crescita o trasformazione.