Asia Sabatelli

Student, Catania

Originaria della piccola provincia di Siracusa ma trapiantata a Catania dal 2016, Asia Sabatelli è una progettista di formazione classica, che si occupa di grafica editoriale. Le sue ricerche riguardano l’ibridazione tra analogico e digitale, le tecniche di stampa alternative, le teorie dell’etica del design.
Dal 2023 è co-fondatrice di pappapane, collettivo di impronta editoriale che opera nel settore del social design e organizza eventi di co-creazione, insieme a piccole realtà culturali indipendenti e professionisti di ogni settore. Nel gennaio del 2026 pubblica il suo primo libro, Piccola antologia della pasta, edito Cirnauti.

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Mi reputo una persona piuttosto pragmatica. Ciò non vuol dire che io non sia in grado di sognare, immaginare o ambire a cose che non vedo ancora, che non esistono già. Non sono San Tommaso. Ho una dimensione spirituale, che di certo non ha riscontro fisico e non si può toccare, credo nel paranormale e in un after-life.
Non credo nell’idealizzazione delle cose, nei ritratti parziali della realtà, nei discorsi pretenziosi, in chi vuole a tutti i costi costruire delle strutture che stanno fuori. Fuori dalla città, fuori dalla vita vera.
Mentre scrivo questo, uno dei pupi dello skatepark - mi dicono si chiamino flâneurs - mi guarda fisso e dritto negli occhi, anche se con un’espressione poco convinta pure lui.

Ecco, i flâneurs: sono statuette ridicole di tipi, tutti uomini ad eccezione di una, due donne al massimo. Una caricatura, per alcuni fatta anche un po’ male. Mi ricordano i personaggi del presepe di cartapesta del mio paesino. Non credo ci abbiano mai fatto una pubblicità della Carhartt a Cassibile, neanche quando tutto il terreno del presepe ha preso fuoco e il proprietario ha dovuto ricostruire tutto.
Perché esiste arte di serie A e di serie B?
Perché i pupi di Enzo u mulu da Cassibile valgono meno dei flâneurs di non so quale artista? Per l’idea che c’è dietro? Perché il presepe vuole essere esattamente quello che è ed è sempre stato, mentre i flâneurs si basano su una di quelle metafore incomprensibili ai più? Perché l’idea dell’artista x vale di più di quella di Enzo?
Forse perché Enzo non ha l’attitudine da artista eccentrico, non è entrato nei circoli artistici giusti, quindi non ha nessuno che gli regga il moccio. La vita allora è solo un lento ed inesorabile processo di networking? O forse Enzo viene dalla provincia, e in provincia, si sa, non c’è niente, non succede niente, nulla degno di nota. A meno che non arrivi qualcuno da fuori a colonizzarla, magari un colosso dell’arte, che la riduca a mero terreno di applicazione di qualche progetto mirato a gonfiare l’ego da (white) saviour.

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Vorrei che l’arte, perlomeno nella sua sfera da “strumento di connessione tra persone e idee” (anche se, forse, questa definizione si addice più al design) fosse accessibile per persone come mio padre. Gente che, per necessità della vita reale, si è perso tra abitudini e doveri, e che quindi si merita l’accesso alla leggerezza e alla bellezza.

Non credo che l’arte sia sempre onesta. Prima di tutti con sé stessa. Si prende in giro, prende in giro tutti coloro che le reggono il moccolo, che le permettono di esistere.
Vorrei che l’arte fosse più onesta con tutti. Ma forse la verità è che, se lo fosse, non sarebbe più arte.

Non vedo l’ora di tornare nel mondo reale. Quello fatto di impegni veri, di progetti veri, di intenzioni, bisogni, necessità vere.

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il rumore delle posate della prima classe, da cui siamo separati con una tendina

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- per essere un luogo con temperature agghiaccianti (lol) ha tantissimi tavoli da pic nic in giro, di quelli in legno, tutto a un pezzo con le panche per sedercisi
- nella sua morfologia architettonica, il Louisiana Museum è stratificazione e circolarità
- istituzione democratica, è tutto progettato per essere guardato ad altezza occhio
- THE SAUNA PRINCIPLE: hot and cold exhibitions, nomi più famosi per richiamare gente e poi brr, cose inaspettate di artisti meno conosciuti
- museo che può essere anche alienante, elitario
- museo come casa, non casa protettrice ma che ti fa entrare nella realtà

ma questa è realtà?

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mi sono rotta della falsa narrativa del sud pigro

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- corrispondenza tra mostra per i grandi e versione per i piccoli
- engaging with art, first valuable encounter with art in a museum, a life-long love affair with art

domande da fare: vi siete mai chiesti perché questo museo funziona? indirizzata a chi lavora qui, se danno tutto il merito al loro programma e collezione, all'architettura del museo, la location, il contesto culturale e le abitudini danesi o se forse è serendipità allo stato puro

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"Art: Climate, Conflict"_Intervista a Lucy e Jorge Orta
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21 marzo 2025