Sabrina Maselli
Sabrina Maselli, nata a Bari nel 2003, vive e opera a Bologna.
La sua formazione attraversa ambiti differenti, tra arti visive, allestimenti, mediazione e cura di spazi espositivi all’interno del panorama culturale contemporaneo.
Le esperienze maturate in residenze, festival, fiere e istituzioni delineano un approccio trasversale, che considera l’arte fondamentalmente come uno spazio di relazione.
La sua ricerca si sviluppa a partire dall’incontro con l’altro visto nella sua dimensione di passaggio, e dall’indagine degli spazi incerti. Per lei i luoghi non definiti nascondono le potenzialità più interessanti.
Questa esperienza mi ha permesso di riscoprire il valore della sensibilità, intesa come attenzione profonda verso gli altri e verso l’ambiente.
Il contatto con lo spazio naturale ha rafforzato in me la consapevolezza dell’importanza di ascoltare, rispettare e prendersi cura, in modo autentico, sia delle persone che della natura.
P. t.1 capotavola sud
C. t.3 capotavola est
P. t.2 capotavola nord
C. t.2 angolonord est
P. t.1 lato nord ovest
C. t.1 lato sud ovest
P. t.1 angolo nord est
C. t.1 angolo nord est
P. t.1 lato nord ovest
C. t.1 lato nord ovest
P. t.1 lato sud est
C. t.1/10 angolo nord ovest
P. t.1 lato centro est
C. T. angolo sud
Questa esperienza, con le sue criticità e complessità, mi ha spinta a interrogarmi profondamente sul ruolo dell’artista nella società contemporanea e sul posizionamento, anche politico, che le scelte degli operatori culturali inevitabilmente comportano.
Mi sono resa conto di quanto ogni decisione, anche apparentemente neutra, porti con sé una presa di posizione rispetto alle dinamiche sociali, economiche e culturali del presente.
Questo mi ha portata a riflettere anche sulle mie scelte personali, sul modo in cui mi muovo all’interno del panorama culturale e su quanto io riesca ad agire con la giusta sensibilità nei confronti delle tematiche attuali.
È stato un processo di consapevolezza che, se da un lato ha generato dubbi e domande, dall’altro ha attivato un desiderio autentico di rinnovamento e responsabilità.
Credo che, solo attraverso questa riflessione critica e autocosciente, si possa dare valore reale all’azione artistica, trasformandola in uno strumento di crescita, non solo personale ma anche collettiva.
La residenza artistica a Ravenna ha avuto un impatto significativo sulla mia persona, attivando una serie di stimoli e riflessioni profonde.
Le conferenze e gli incontri con gli artisti coinvolti si sono rivelati particolarmente arricchenti: il confronto diretto con visioni, metodologie e percorsi differenti ha ampliato il mio orizzonte critico, offrendo nuove prospettive sul ruolo dell’arte contemporanea e sui processi creativi. Parallelamente, il lavoro progettuale e laboratoriale ha rappresentato un’occasione preziosa per mettere alla prova le mie capacità, sperimentare linguaggi espressivi e consolidare una maggiore consapevolezza del mio approccio artistico.
Questa esperienza ha generato sia stimoli positivi, sia momenti di riflessione più complessi, utili però a ridefinire priorità e obiettivi.
Nel complesso, la residenza ha comportato una reale trasformazione, favorendo un’evoluzione personale che continuerà a influenzare il mio percorso futuro.