Quest'esperienza è stata molto formativa principalmente per quanto riguarda il metodo. Lavorare a stretto contatto con artisti dalla lunga e consolidata esperienza mi ha permesso di comprendere il rigore necessario nella creazione di un’opera.
Ciò che più mi ha colpito è stata la particolare commistione tra calma e fiducia nel processo creativo, da un lato, e precisione e cura meticolosa, dall’altro, qualità che questi artisti incarnavano pienamente nel portare avanti i loro progetti. Ho avuto inoltre modo di osservare da vicino la realtà di un contesto lavorativo di alto livello, come quello di Galleria Continua, un ambiente stimolante e complesso che merita sicuramente di essere esplorato ulteriormente. Sicuramente, questa è stata un'esperienza a dir poco singolare nella prassi della creazione artistica, alternata da lunghe pause e rinfreschi che hanno reso il tutto più leggero e conviviale.
manipolazione analogica reperti danesi, processo di realizzazione elementi per identità visiva ART.it
Durante la tappa ravennate del progetto, il gruppo di lavoro ha avuto modo di visitare il MAR - Museo d’Arte della Città di Ravenna, con particolare attenzione alla collezione permanente dei mosaici moderni e contemporanei, un patrimonio di grande rilevanza per comprendere gli sviluppi più recenti del linguaggio musivo e le sue molteplici declinazioni nel panorama
artistico del Novecento e del presente.
La visita ha rappresentato un momento significativo del percorso, offrendo ai partecipanti la possibilità di confrontarsi con opere e ricerche capaci di mostrare come il mosaico, pur profondamente radicato nella storia della città, continui a rinnovarsi attraverso sperimentazioni tecniche e aperture interdisciplinari. Particolarmente prezioso è stato inoltre l’incontro con Matylda Tracewska, la cui mostra personale Uno dei mondi. Pietre sensibili e omologie inattese, ospitata al MAR nell’ambito della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo, ha costituito per i ragazzi un’occasione di approfondimento diretta e concreta. La presenza dell’artista, che con grande disponibilità ha
dialogato con il gruppo, ha reso la visita un vero momento di scambio, permettendo di entrare più a fondo nei processi della sua ricerca e nel rapporto tra materia e costruzione dell’opera. La mostra, dedicata a un nucleo inedito di lavori sviluppati anche a partire da una residenza di ricerca presso il Muséum national d’Histoire naturelle di Parigi, ha offerto ulteriori spunti di riflessione sul dialogo tra arte e osservazione del mondo naturale. Nel corso della stessa giornata, il gruppo ha avuto inoltre modo di incontrare Luca Barberini mentre era impegnato nella realizzazione di un’opera, potendo così osservare più da vicino una fase concreta del suo processo di lavoro. Anche questo momento ha contribuito ad arricchire l’esperienza ravennate, offrendo ai ragazzi di avvicinarsi in modo immediato alla dimensione concreta del fare artistico.