Le giornate di studio del convegno “Sensibile Materia”, dedicate a una riflessione collettiva su creatività, cura dell’ambiente e processi di rigenerazione, hanno coinvolto il gruppo in un workshop intensivo incentrato sulla sperimentazione e l’ibridazione di materiali e linguaggi.
Il lavoro si è svolto all’interno dei laboratori dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, con un focus specifico sulla tecnica musiva. Gli artisti e docenti Silvia Naddeo e Leonardo Pivi hanno guidato il gruppo in un percorso di ricerca collettiva a partire dall’unità fondamentale del mosaico, la tessera, la cui preziosità risiede nella complessa stratificazione delle lavorazioni che la caratterizzano. La riflessione su un linguaggio visivo capace di instaurare una relazione personale con lo spazio e con i materiali ha stimolato studentesse e studenti a sviluppare interpretazioni autonome, talvolta sorprendenti, confluite in una breve “mostra effimera”. Il percorso practice-based proposto da Naddeo e Pivi ha fatto emergere temi centrali del mosaico come il tempo, la durata e il destino dei materiali, intrecciandoli con questioni cruciali del presente, tra cui la sostenibilità, la trasformazione degli ambienti e la responsabilità nei confronti di ciò che si produce e di ciò che permane.
Parallelamente al workshop di mosaico nei laboratori dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, gli studenti e le studentesse sono stati invitati a sviluppare una ricerca fotografica personale.
Seguendo il tema “Materia sensibile”, affrontato negli incontri a Palazzo Rasponi, è stato chiesto di esplorare lo spazio alla ricerca di frammenti, tessere e particelle di superfici diverse. L’obiettivo era comporre un mosaico fotografico virtuale capace di restituire una varietà di texture, organiche e inorganiche. Il progetto ha così rivelato una duplice dimensione: da un lato l’interpretazione personale di ciascuno, dall’altro una visione collettiva e una riflessione sul legame tra arte e materia.