Molesti boati, colpi sparati ovunque, fucili come emblemi di guerra e distruzione. Nelle mani di uomini grezzi, diventano immagini di confusione e rabbia. Nelle nostre, invece, mutano significato: il peso resta lo stesso, ma sesso e furia si trasformano in visioni ironiche e sovversive, che ribaltano il senso stesso dell’arma.
Siamo in pochi. Il tavolo lungo ci basta appena. Ho un dolore al braccio e mi muovo piano. Tutti sembrano fare lo stesso, come se la stanza avesse rallentato con noi. La luce è comunque intensa, e il legno del tavolo trattiene un calore familiare.
Immaginare il progetto come uno spazio che comprende riserve, domande da porre.
G. Clément, Manifesto del terzo paesaggio, Quodlibet, 2014, p. 61
A sorpresa ho trovato aperto il capannone con dentro l'opera di Anish Kapoor che ho potuto finalmente sbirciare.
Che bello, è partita bene la giornata.
Ho girato anche qualche scena del film.
Passano sogni perduti e spezzati guidando libri d’altri esperti che volano liberi.
Ora mi offendo e soffro d’intorno a bocche cattive e parlanti che giudicano e ignorano infingarde spezzando il giallo del riflesso di un botto squallido e gelido.
Voci soffocate gridano incastrate nel passato bussa e scoppia un poco gemendo e rompendo qualora le anime fingano disilluse.
Ma ora ti penso e guardo l’oceano brillante di bontà che silenzioso mi soffoca e mi fa tornare bambina.
09.07 Oggi fa caldissimo. Sono circa le undici. Oggi giriamo le scene in tuta militare. Mi sto sciogliendo sotto il sole. Almeno il verde mi sta molto bene.
P. t.1 lato nord ovest
C. t.1 lato nord ovest
Marcia Vomito Porteur de Lumiere Carro Suscettibile Irrequieta
"Lexotan"- I Cani
Ogni giorno abbiamo continuato a lavorare sul pasto, mentre contemporanemente lavoravamo anche come attor3 di alcune scene, anche piuttosto impegnative.
Non c'era molto tempo per confrontarsi su come ci stessimo sentendo in questa fase, ma nei pochi momenti in cui veniva fuori questo lato ci rendevamo conto che nessun3 si sentiva veramente coinvolt3 nell'aspetto creativo e ideativo del film, ma soprattutto molto spesso non ci trovavamo d'accordo con le modalità.
Quindi oltre alla stanchezza di quelle giornate così piene e così calde, si aggiunge una disillusione, accompagnata da frustrazione. Questo, almeno, è ciò che ho percepito io.
Finalmente sono iniziate le riprese.
Il videomaker David e il fotografo Paul sono stati molto professionali, e io, come assistente, ho potuto osservare da vicino il processo.
Ho imparato molti trucchi pratici e acquisito fiducia nel poter partecipare, o un giorno dirigere progetti di livello più alto.
Ho capito che la professionalità è possibile: servono solo una buona preparazione e una mente pronta e logica. I colleghi performer sono stati bravissimi.
La residenza intitolata “Art: Climate, Conflict”, coordinata da Lucy e Jorge Orta, ha visto il gruppo prendere parte a un programma intensivo di seminari interdisciplinari tenuti da professioniste e professionisti provenienti dai mondi artistici, filosofici ed ecologici. Questi incontri hanno permesso di approfondire le questioni contemporanee legate alle pratiche artistiche e culturali impegnate.
In particolare durante la seconda settimana il gruppo, coordinato dai coniugi Orta e in collaborazione con il regista David Bickerstaff e il fotografo Paul Bevan, è stato invitato a co-creare, all’interno degli spazi di Les Moulins, performance direttamente collegate ai temi trattati.
Uno spazio particolare è stato dedicato alla pianificazione, alla progettazione e all’allestimento della performance “70x7 The meal”, in occasione del pasto finale della residenza - uno dei tanti che il gruppo ha condiviso con gli ospiti coinvolti e con gli Orta, la cui pratica artistica ha sempre dato profonda importanza alla convivialità come momento di incontro e confronto -. Il gruppo, partendo dai materiali disponibili in loco, ha realizzato alcuni degli elementi strutturali della performance, tra cui i centrotavola e i runner disposti lungo tutta la tavolata su cui ciascun partecipante ha potuto scrivere una parola che restituisse il senso dell’esperienza delle due settimane trascorse insieme.
La co-progettazione della produzione filmica ha avuto l’obiettivo di offrire un'esperienza collaborativa immersiva, di incoraggiare il dialogo tra discipline e culture e di trasformare le preoccupazioni ambientali e sociali in espressioni artistiche concrete, incarnando una sinergia tra arte, attivismo e impegno pedagogico su scala europea.
Precarious Life, Lucy + Jorge Orta 2026
Double screen film projection
Still photography by Paul Bevan
manipolazione analogica reperti danesi, processo di realizzazione elementi per identità visiva ART.it
Oggi non scriverò, voglio avere un momento privato con i miei pensieri.